Smog – Doctor Came At Dawn (1996 – Drag City)
Bill Callahan (unico responsabile e depositario dell’acronimo Smog) emerge sul finire degli anni 80 dal calderone musicale denominato “lo-fi”, anche se da subito la sua produzione si assesta su livelli stilistici molto piu’ raffinati ed intimisti, tanto da venire subito notato (e scritturato) dall’etichetta Drag City di Chigago (responsabile delle migliori menti della musica americana dei 90… Jim O’Rourke, tanto per fare un nome…). Nel 93 licenzia, con l’aiuto di Cynthia Dall e dello stesso O’Rourke) il suo indiscusso capolavoro, Julius Caesar. Ma ben presto torna a forme piu’ intimiste (e di conseguenza solitarie) che producono l’ottimo Wild Love del 1995 e questo Doctor Came At Dawn, a mio avviso la summa del Callahan pensiero. Costruito interamente sulla sua voce dimessa e sulla chitarra, con rarissime incursioni di pianoforte e violini, per terminare con Hangman Blues, per sola voce. Spesso accostato a grandi folk singer del passato (Leonar Cohen e Nick Drake su tutti), Smog ne ripercorre gli umori e le sensazioni, immergendone la natura nel tetro incedere di fine millennio, sradicando via anche il ben che minimo alone di speranza. Impedibile, per chiunque ami la solitudine delle strade deserte, la notte, nel tepore del primo autunno.
