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Cellophane Flowers & Tangerine Trees
lunedì, 25 giugno 2007

Alcune persone non sanno...

 We All Together 
 We All Together
(Mag Records 1970)

copertina

Con questo disco siamo in difficoltà già a partire dalla sua data di pubblicazione. La ristampa CD che abbiamo tra le mani recita il 1970 come anno di pubblicazione, molte biografie danno il 1971 ed altre (in numero minore) il 1972… fatto sta che questo omonimo lavoro dei peruviani We All Together è rimasto sconosciuto ai più, nell’emisfero nord del mondo (parole del leader Carlos Guerrero), per più di venti anni, e quindi per superare questo fastidioso gap, usiamo quella della ristampa di cui sopra come data ufficiale. We All Together, sono una delle tre punte di diamante della musica peruviana del periodo che va dal 1968 al 1974, con il loro stile spesso definito beatlesiano si dividevano la scena locale con gli amici/rivali Los Shains (un suono più garage) e Traffic Sound (più improntati alla psichedelia).

 

La formazione originale a cinque elementi, oltre al già citato leader Carlos Guerrero (voce ed armonie), comprendeva Saul Cornejo (chitarra ed armonie), Carlos Salom (tastiere), Ernesto Samamé (basso) e Manuel Cornejo (batteria e percussioni), licenzia per la piccola etichetta MAG Records (guarda caso di proprietà dello stesso Guerrero) il primo loro album, come detto, dal titolo We All Together. Ascoltando questo lavoro, si ha la sensazione che più che beatlesiane, le influenze maggiori che aleggiano sono proprie sì di Lennon e McCartney, ma più legate alle loro carriere soliste (e visto che due delle quattro cover sono dei Wings… questa tesi sembra la più valida).

Ma andiamo con ordine.

 La prima traccia dell’album è Children, dove i nostri sembrano voler riscrivere la Imagine di Lennon attraverso le gesta e gli occhi sognanti ed innocenti dell’infanzia. Qui la voce di Guerrero ricorda (e richiama) molto da vicino quella del Beatle triste, pur non avendone la tipica rabbiosità. Ma i bambini crescono e diventano Young People, dove descrivono l’adolescenza, adagiando le parole su dolcissime melodie, che non sfigurerebbero minimamente su un lp del primo McCartney solista. Carry On Till Tomorrow è la prima cover che si incontra (in origine realizzata dai Badfinger, gruppo gallese messo sotto contratto per le Apple dallo stesso Macca) e rispetto all’originale qui il mood è più pacato ed intimista (Lennon incontra Nash non ancora fuoriuscito dagli Hollies)… una piccola perla di psichedelic-flower pop è la successiva It’s A Sin To Go Away, dove la tastiera “alla” Procol Harum apre il pezzo e lo accompagna, mentre la voce di Guerrero entra dall’iperspazio e concede alla chitarra un assolo in puro stile Byrds (Crosby-McGuinn). E siamo all’apice del sunshine-pop con la prima cover dei Wings... Tomorrow. Un pezzo perfetto, morbido e languido, per qualsiasi festa da ballo(che si rispetti). Cover di McCartney come se fosse eseguita da Lennon… e subito il tributo ai Fab Four entra “violento” con Hey Revolution che oltre a “campionare” un piccolo brano della più famosa e quasi omonima Revolution, ne amplifica il senso politico. La canzone è costruita musicalmente come se fosse l’alter ego di Instant Karma del solista Lennon, che ritorna ancora e quasi ossessivamente anche nella seguente Walking Out In The Rain (altra cover dei Badfinger, dove però il titolo viene erroneamente trascritto in Walking In The Rain sul CD ristampa), ballata sognante che fa il paio con la successiva Why. Some People Never Knows è l’ultima appropriazione dei We All Together, e sono ancora i Wings a venire omaggiati, in maniera talmente fedele da risultare quasi maniacale. Il disco si chiude con The City Will Be A Country, brano che come suggerito dal titolo è strutturato country-pop e che profetizza un futuro eco-sostenibile in cui le città torneranno ad essere spazi aperti e verdi… utopici. Ma quando pensiamo che il viaggio sia terminato nella campagna dell’ultima traccia, ecco che a sorpresa il lettore continua a girare vorticosamente il CD e ne produce altre quattro “ghost tracks” di cui è stato complicato reperirne titolo e provenienza. Ma i potenti mezzi di Marmalade Skies possono arrivare quasi ovunque ed ecco che la traccia 11 corrisponde a Bluebird (cover dei neanche a farlo apposta Wings) e la 12 a Dear Sally, brano che sembra uscire minaccioso dalla sala di registrazione della Plastic Ono Band (entrambi presenti sul mini-LP 1974). Le vere ultime due tracce sono Ozzy e Simbolic Queen, un pezzo in puro stile “Macca al piano” di incredibile Old English Style il primo… ed una fantastica melodia vocale cullata da un tappeto musicale che da Battisti si trasforma in un bluesy Beatle-Style. Eccezionale.

wat03

E qui il viaggio termina sul serio, con un pezzo da “buona notte” di rara dolcezza. Forse ho veramente parlato molto (credo troppo) di Lennon/McCartney e soci, per cui molti di voi penseranno che questo sia un disco “già sentito”… ma lasciatemi dire senza ombra di dubbio che i We All Together sono una bellissima sorpresa, per la ricchezza di melodie, sia vocali che musicali… idee ed atmosfere. E “pazienza” se l’ombra lunga dei due Fab Four aleggia… dal Perù ci è ritornata questa piccola perla di luce solare… anche se spesso… Some People Never Knows.

postato da CieliMarmellata alle ore 22:49 | link | commenti
categorie: recensioni 70s

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