Abbiamo parlato qualche giorno fa degli Stockton, il favoloso nuovo gruppo degli ex Cotton Mather Whit Williams e Dana Myzer. Il loro Euphonia, che fino a qualche giorno fa era solo scaricabile legalmente dallo store di iTunes, adesso è anche "fisicamente" disponibile presso l'eccellente catalogo online Kool Kat (link qui a margine). Io me lo prendo anche se già ho gli mp3. Chi, come me, preferisce un prodotto un pò più "tangibile" adesso è accontentato!
P.S.: Se per caso andate a farvi un giro a Londra in questo periodo, ho saputo che il disco lo vende anche Bill Forsyth di Minus Zero, a Portobello...
Quando capita di tirare fuori uno scatolone con una trentina di cd, che per qualche motivo era finito in soffitta, se ne trovano sempre almeo due che ti fanno esclamare: "wow, ma da quanto cazzo è che non lo ascolto?" e altre romanticherie del genere. Questo mi è capitato più o meno tre ore fa, quando pulendo una serie di compact discs dimentacti e polverosi mi sono trovato tra le mani Moustache, album d'esordio dei Londinesi Farrah uscito nel 2001. E che bello non averlo sentito per così tanti anni, alla fine. Mi sono potuto infatti godere appieno e a tutto volume una personal-hit come Livin' For The Weekend per circa otto volte di fila. E che pezzi anche Talk About Nothing e Tired Of Apologising! I Farrah suonano quel tipo di musica che molti miei amici riterrebbero buona solo per fare da colonna sonora a Dawson's Creek....Si, che pezzi sono, però?!? Pieno di coretti woo-woo-woo-waa-waa-waa e di sintetizzatori vintage, con una grande cover di I Wanna Be Your Boyfriend dei capistipite Rubinoos come ciliegina, Moustache è un disco che nel suo genere non la fa da padrone, ma da esempio.
Dal duemilauno sono passati ben sei anni e nel frattempo i Farrah hanno fatto altri due dischi: Me Too, straconsigliato anch'esso, nel 2004 e Cut Out And Keep, buttato fuori all'inizio del corrente anno dalla Lojinx. In quest'ultimo, come nei precedenti due, il loro blend di college-rock e powerpop tardi settanta non lascia scampo, zeppo di melodie indelebili e con quattro potenziali singoloni da high school radio e non solo come Dumb Dumb Ditty, Do You Ever Think Of Me? e Fear Of Flying; più Things We Shouldn't Say, che con il suo incedere folkeggiante denota la possibile poliedricità di un grande autore pop come Jez Ashurst.
Il nostro è ormai diventato un blog mensile ma, perdio, voglio invertire questa tendenza ad ogni costo!
Alcune considerazioni sparse.....
I Tellers, giovanissimo duo Brussellese (precisamente di Bousvald) è salito agli onori (oneri?) della cronaca per aver prestato la loro Second Category allo spot della stampante Canon. Innanzitutto, pur detestando la categoria devo, quando non ne posso fare a meno, complimentarmi con il creativo pubblicitario o chi per lui ha scovato tale canzoncina, che non voleva saperne di uscire dalla testa del sottoscritto e mi ha spinto a cercare (e trovare) l'omonimo Ep d'esordio in cui, come immaginerete, Second Category era contenuta. Il dischetto conteneva altre cinque canzoni, orecchiabili scheggie pop minimali e divertentissime (soprattutto l'apertura More) ancorchè frammentarie. Il cantato, diciamo così, Inglese, ineluttabilmente ridisegnato da un fortissimo accento Francese, non so perchè ma ci sta bene, e dire che ho sempre sostenuto che chi non è in grado di cantare in modo decoroso in lingua Inglese dovrebbe cantare nella propria.....Bene, premesso ciò, annuncio in via ufficiale l'uscita, prevista per il prossimo sei di Novembre, del disco lungo dei Tellers, che si chiamerà Hands Full Of Ink e conterrà ben sedici canzoni le migliori delle quali saranno le già citate More e Second Category, Hugo, The Darkest Door e A Bit Of Glue, anche se ancora il disco (che ho già grazie ai miei agganci...) non l'ho proprio ascoltato benissimio. Il loro stile è stato definito da più fonti come un incrocio tra Pete Doherty da sobrio coadiuvato dalla chitarra pulita di Paul Simon e la definizione io la accetterei. Ripeto, l'album è insieme intimo e divertentissimo, leggero come una piuma e consigliato a grandi e piccini. Tra l'altro, dovessero piacervi, i Tellers sbarcheranno dalle nostre parti alla fine di Novembre e più precisamente a Torino, all'Hiroshima Mon Amour il 23 e il giorno seguente al Corallo di Reggio Emilia all'interno di un intensissimo tour Europeo. Il potere della pubblicità....
Ovviamente, tra l'altro, la scena Power Pop mondiale non sta ad aspettare noi e anzi continua a far uscire dischi uno più bello dell'altro. Noto da un pò di anni la tendenza a pubblicare in autunno la maggior quantità di album di qualità, scusate se la frase non è fluentissima ma il concetto che voglio esprimere lo richiede. Voglio dire, il 2007 (stiamo parlando solo dell'ampia scena in qualche modo legata al Power Pop) non è che fino alla fine dell'estate abbia regalato chissà quali dischi e, ad eccezione dell'album di David Celia (in realtà uscito agli sgoccioli del 2006 ma che io considero un "2007" per quanto riguarda le varie classifiche annuali) e a quello (doppio) dei Future Clouds And Radar, non molti altri dischi sarebbero potuti entrare ai primi venti posti della Power Pop Chart del 2006 e anche del 2005, ad esempio. Ma si sa, bisogna aspettare i mesi in cui le fogli cadono e le giacche di pelle da rocker escono finalmente dagli armadi per esprimere giudizi completi. Puntualmente, ad inizio Ottobre hanno iniziato ad arrivare una serie di dischi assurdi, nell'accezione migliore del termine. Farò qui un excursus approssimativo sul top of the pop di queste ultime settimane...i Nines hanno fatto un disco nuovo?? Oh si. David Bash, che per chi non lo sapesse è "solo" l'impresario e soprattutto il cervello che sta dietro all'International Pop Overthrow, ha classificato i tre precedenti lavori del progetto canadese dominato del genio di Steve Eggers al primo, secondo e ancora primo posto nelle classifiche dei rispettivi anni d'uscita, quindi....Sto ancora attendendo con frenesia che il nuov Gran Jukle's Field arrivi nella mia casella della posta ma ancora niente. Ulteriori news in proposito arriveranno molto presto (speriamo); in tanto il mio consiglio è di andarvi a sentire sulla loro pagina myspace, che linkerò qui a fianco, quattro pezzi tratti dal loro ultimo disco, dove spiccano le gemme assolute Don't Be A Fool, che mi ricorda da vicio gli ELO più dance e Dance Just For Me, grandiosa Love Song udedicata ad un strip teasers, per non parlare di Insanity (che dovrebbe aprire il disco) con quel coro barocco e armonie atonnellate. Bleu (L.E.O.) e Jason Falkner (Grays, Jellyfish) collaborano davanti e dietro al mixer, fate un pò voi, tutto sommato. Non siete ancora corsi a prenotare una copia? Allora aspettate così andate sul catalogo Kool Kat e fate un ordine unico, così risparmiate sulle spese di spedizione! Dunque, tre anni fa usciva lo splendido album d'esordio di un gruppo Londinese chiamato Jackdaw4, la comunità powerpop ebbe un sussulto e attorno a quel disco, che se non ricordo male si chiamava Gramophone Logic, ci fu un gran casino. Un paio di settimane fa ecco che dal nulla, o meglio, dalla newsletter di David Bash (ancora lui!) sul forum Audities, ecco spuntare la notizia dell'uscita di Bipolar Diversions, vale a dire il disco sophomore dei Jackdaw4. Siete fans sfegatati dei Jellyfish? Niente...Almeno dei Queen? Bingo! Bipolar Diversions, con canzoni geniali quali Sooma (All This Vision), Frobisher's Last Stand, e Illuminati ricreano quel fantasmagorico universo 70's prog-pop che con Mercury beveva dalla stessa fonte dei Beach Boys. State attendendo da anni un altro grandissimo disco "alla" Jellyfish? Andate su questo ad occhi chiusi, perchè è il miglior disco del genere negli ultimi cinque anni
insieme a quello omonimo dei Checkpoint Charley del 2005. Magnifico! Chiudiamo questa parentesi di bombe con quella che personalmente ritengo essere la più importante....A tutti noi (a me di sicuro, perlomeno) i Cotton Mather, spariti nel 2001, mancano terribilmente, ritenendo tuttora il loro Kontiki uno dei due-tre dischi migliori di tutti gli anni novanta. Già in Febbraio le nostre ferite sono state lenite alla grande dall'uscita di Future Clouds And Radar, il sublime doppio cd che ha inaspettatamente fatto segnare il ritorno sulla scena di Robert Harrison (e del bassista Josh Graveline). Oggi, e questo è meraviglioso, possiamo vantare ben due progetti post-Cotton Mather nello stesso anno! Essì, perchè l'altra metà della band di Austin, ossia il chitarrista Whit Williams ed il batterista Dana Myzer (insieme -addirittura- a Ron Flynt della celebre power pop band 20/20) ha dato alla vita un nuovo progetto. Quello che doveva essere solo un episodio, una sessione per registrare un brano da piazzare su una compilation, si è trasformato in Euphonia, cioè dodici brani nuovi di zecca pubblicati sotto lo pseudonimo Stockton!! Beh, che dire? Innanzitutto si tratta di un album musicalmente molto più vicino ai Cotton Mather rispetto a quello nuovo (comunque assolutamente favoloso) dell'ex leader Harrison. Un fan come me si commuove davanti a Free Drinks, classico psych pop alla Cotton Mather periodo The Big Picture e pure al cospetto di My Foreign Legion (che per qualche motivo già dal titolo mi ricorda la vecchia band, forse proprio perchè è un "titolo" alla Cotton Mather). I primi quattro pezzi-killer del disco lasciano senza fiato: infatti si prosegue con Pipe Dream Blues, strafatta di rootsy-psichedelia come ai bei tempi di Kontiki, e si arriva a Dreamworld, il pezzo migliore in assoluto, con una prepotente melodia di strofa/ritornello e quella chitarra di Williams (che ho sempre ritenuto fondamentale per il complessivo suono dei Mather), spesso suonata e registrata -e non solo in questo pezzo -alla Beatles di Because o Rain. Va poi a finire che See Rock City, Lowbrow e Change The Locks, che probabilmente sarebbero le canzoni regine in un sacco di dischi, qui combattono per la quinta posizione!!! A scanso di equivoci, ci troviamo al cospetto di un serio contendente per una delle prime cinque posizioni nella mia personalissima chart di quest'anno, e c'è odore di podio....Grandioso!!!!!!!