Amida Arts & Crafts [e.p.] (2007, Plastilina Records)
Già avevo avuto il piacere di incontrare questa band di Manchester durante l'ascolto della compilation The Kids At The Club edita lo scorso anno dalla How Does It Feel To Be Loved Records. Superfluo dire che non siano cresciuti, cosa che peraltro, nel loro caso, è un gran bel vantaggio. Continuano a scrivere pezzi lunghi al massimo due minuti e diciotto secondi come l'iniziale "Class Of 2000", con quegli assolini puliti puliti nel sottofondo che mi ricordano in modo impressionante alcuni esponenti dei gloriosi tempi andati della C86, i Bodines su tutti. Inoltre, e neanche questa è una notizia, i loro brani si reggono regolarmente sulle stesse chitarrine pulite e provvisorie alla Cub, mi verrebbe da dire (qualcuno si ricorda del gruppo Canadese che lanciò Lisa Marr?), su melodie provvisorie a presa rapida e su quella tendenza alla frenesia un pò sghemba che li porta a voler dimostrare tutto in pochissimo. La provenienza geografica, in ogni caso, si nota. Soprattutto nello stile di canto, sghembo pure lui, che deve qualcosa a Dan Treacy e infatti brani come "Monkey Puzzle" e "It Happened In Naples" faranno felici i(pochi, purtroppo) fans dei Television Personalities. Detto ciò, se divertimento e disimpegno è ciò di cui avete bisogno vi consiglio caldamente l'acquisto di questo dischetto, perchè contiene dodici, fruibilissimi minuti di sfrenato indie pop "no frills". Chiaro, non trattasi di album epocale e nessuno, tra sei mesi , si ricorderà dell'extended play Arts & Crafts. Tuttavia, a volte, dischi "usa e getta" come questo danno delle soddisfazazioni inimmaginabili. E poi dai, è estate...
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San Francisco 1978.
Un annuncio su di un giornale formò il vento che, assieme ai Black Flag, mise le basi per l formazione di quel vastissimo uragano chiamo Hardcore nei plasticosi anni ottanta.
L’<Old School Punk> e la <New Wave> avevano bisogno di uno strattone, una ruvida accelerata che travolgesse ancora una volta le nuove generazioni agli albori di un decennio dove il finto e il marcio non potevano che mostrarsi in tutto il loro splendore.
Rock’n’Roll accelerato teatralizzato nervoso anarchico sovversivo-moralista, con una leggera strizzata d’occhio a London Calling, ma cinico dissacrante scanzonato ironico. Un nome su tutti che racchiude tutto questo: Dead Kennedys, già tutto un programma.
Dopo aver suonato in vari locali nel ’79 esce il primo singolo per la casa discografica che creano appositamente, l’Alternative Tentacles: California Uber Alles/Man With The Dogs che fu seguito nell’80 da Holiday In Cambodia/Police Truck. Il gruppo acquistò sempre maggiore popolarità grazie anche alla loro imprevista performance ai Bammies (i Grammies di Frisco) di “Pull My Strings”, una canzone appositamente composta di attacco all’industria ed approdarono alla Mobius Music, dove registrarono la loro più grande opera:
La copertina ricorda anche un disco uscito nello stesso periodo, il disco degli X, “Los Angeles”, che in copertina riporta una X che prende fuoco… Diverso,ma comunque degno d’ascolto!
“Fresh Fruit For Rotting Vegetables” è un disco fulmineo, 14 pezzi densi di R’n’R e trasportati da un fiume di parole pronunciate in uno spiccato accento americano che è impossibile confondere con la fu Inghilterra Colonizzatrice. Le danze si aprono con “Kill The Poor”, ammiccante voce segreta del governo americano, “Forward to Death” con accenni surf e punte di Ramones… L’intensa paura delle invasioni dei foreigners degli americani in “When Ya Get Drafted” e l’incitazione sarcastica di “Let’s Linch The Landlord”, “Drug Me” dall’incedere fulmineo di words trasportate da anfetamina paranoica, l’immancabile descrizione della gioventù americana in “Your Emotions”…Ed ecco uno di seguito all’altro due bombe a mano da cui nessuno può scappare: “Chemical Warfare” Chemical Warfare Chemical Warfer Warfer Warfer! e l’inno per eccellenza “California Uber Alles” molte volte ripreso e coverizzato, dedicato agli atteggiamenti ben poco inattaccabili dell’allora governatore della California Jerry Brown. Ma non c’è respiro ed ecco per voi un’ansiosa a rischio di schizofrenia “I Kill Children” a braccetto con “Stealing People’s Mail”, segue una divertente canzoncina estiva “Funland At The Beach” che sembra smitizzare un po’ il tutto, ma subito dopo vi accorgerete che genio e follia si esprimono all’unisono in dissonanze illuminati da sprazzi zappiani con “Ill In The Head”… “You’re a star-belly sneech, you suck like a leech/You want everyone to act like you/Kiss ass while you bitch so you can get rich/While your boss gets richer off you/Well you’ll work harder with a gun in your back/ For a bowl of rice a day/Slave for soldiers ‘till you starve/Then your head i skewered on a stake/Now you can go where people are one/Now you can go where they get things done/What you need my son.../It’s a Holiday in Cambodia.

Icecream Hands "The Good China" (2007, Devil Dust Records)
Signore e signori, queste si sono sorprese! A cinque anni dall'ultimo disco di studio, l'ottimo Broken UFO del 2002 e dopo aver realizzato addirittura un Best Of tre anni fa, con tutta franchezza pensavo si fossero sciolti. A sostenere quest'ipotesi erano intervenuti anche i due dischi da solista del leader Charles Jenkins, che facevano pensare ad una decisione comune di intraprendere strade diverse. E invece no, perchè con The Good China tornano più in forma che mai i principi del power-pop australiano! Il quintetto di Melbourne composto da Charles Jenkins (chitarra e voce), Derek Smiley (batteria), Douglass Lee Robertson (basso) e Marcus Goodwin (seconda chitarra), si era solo preso una pausa, e accasatosi alla concittadina Devil Dust ha dato vita ad un disco tra i migliori del proprio lotto, forse secondo solo al grande Sweeter Than The Radio del 1999. 11 tracce di puro "powerpop from Down Under", ricalcante le tradizioni di un genere che nel nuovissimo mondo vanta radici molto profonde. Tra i padri ispiratori ovviamente ci sono DM3 e - perchè no - Crowded House; un occhio di riguardo va senz'altro ai Teenage Fanclub e il livello è quello. "Come Along", traccia d'apertura, potrebbe essere un outtake di Grand Prix, così come "Everything You Are" e "This Is What I Want". Non vorrei qualcuno pensasse che stia screditando gli Ice Cream Hands bollandoli come gruppo-plagio, però. Tutt'altro, innanzitutto perchè non sempre è essenziale inventare un nuovo "post-genere" per essere un buon gruppo, poi perchè le canzoni pop perfette bisogna saperle scrivere. Jenkins e soci, in questo, sono secondi a pochi.
WHAT A WONDERFUL WORLD
(George Weiss / Bob Thiele)
I see trees of green, red roses too
I see them bloom for me and you
And I think to myself, what a wonderful world
I see skies of blue and clouds of white
The bright blessed day, the dark sacred night
And I think to myself, what a wonderful world
The colours of the rainbow, so pretty in the sky
Are also on the faces of people going by
I see friends shakin' hands, sayin' "How do you do?"
They're really saying "I love you"
I hear babies cryin', I watch them grow
They'll learn much more than I'll ever know
And I think to myself, what a wonderful world
Yes, I think to myself, what a wonderful world
Oh yeah

Northern Sky (1969)
I never felt magic crazy as this
I never saw moons knew the meaning of the sea
I never held emotion in the palm of my hand
Or felt sweet breezes in the top of a tree
But now you're here
Brighten my northern sky.
It's been a long time that I'm waiting
Been a long time that I'm blown
been a long time that I've wandered
Through the people I have known
Oh, if you would and you could
Straighten my new mind's eye.
Would you love me for my money
Would you love me for my head
Would you love me through the winter
Would you love me 'til I'm dead
Oh, if you would and you could
Come blow your horn on high.
I never felt magic crazy as this
I never saw moons knew the meaning of the sea
I never held emotion in the palm of my hand
Or felt sweet breezes in the top of a tree
But now you're here
Brighten my northern sky.

OS MUTANTES
Os Mutantes (1968 – Polydor)
Come sia stato possibile fondere in maniera sublime la musica del movimento brasiliano definito Tropicalia e le migliori istanze della musica psichedelica americana (sia quella melodica dei Byrds o degli Electric Prunes che quella più spigolosa dei 13th Floor Elevators o dei Seeds) e inglese (Pink Floyd di Barrett o Beatles del Sergente Pepe) è tutto racchiuso in queste 11 perle di follia sonora. Da Sao Paulo (Brasil) i fratelli Arnaldo Baptista (voce e tastiere) e Sérgio Dias (voce e chitarre) con l’eterea ed esile figura di Rita Lee (voce e percussioni) danno vita ad un connubio musicale che viene quasi totalmente ignorato al tempo, salvo diventare negli anni una fonte di ispirazione ed influenza per artisti anche lontanissimi fra loro… Kurt Cobain li cita spesso, Beck gli dedica l’omaggio “Tropicalia” dal suo “Mutations” e David Byrne si espone in prima persona per ri-pubblicarne il materiale con la sua label Luaka Bop e promuoverne la reunion. Os Mutantes sono veramente incredibili nel muoversi in continuazione fra ritmi tribali ed eteree melodie (Trem Fantasma e Adeus Maria Fulo), richiami ai migliori chansonniers francesi (Premier Bonheur Du Jour), vaudeville sudamericani (Panis Et Circensis e Senhor F) o piazzate jazz teatrali (Tempo No Tempo); anche se l’incredibile lo raggiungono con due trattamenti speciali riservati a brani composti da famosissimi artisti brasiliani, che qui sembrano uscire dall’iperspazio… “Bat Macumba” del duo Gilberto Gil e Caetano Veloso e “A Minha Menina” di Jorge Ben sono folgoranti esempi di pura sperimentazione psycho-garage (provare per credere). Citazione finale per la finale “Ave Genghis Khan” che sembra voler rinchiudere tutto lo spirito dell’album in soli 3 minuti e 46 secondi. Imperdibile.

Zombies Of The Stratosphere The Well Mannered Look (2007, Crane Shot)
Dovessi scegliere una frase che descriva al meglio l'essenza di qusto combo di New York, sceglierei quella usata da Steve di PowerpopBlog, che più o meno affermava: <<Se fosse il 1969 e fossimo a Carnaby Street, sarebbero degli dei>>. Eggià, perchè appena The Well Mannered Look inizia, i riferimenti storici si palesano con estrema chiarezza. La prima traccia, "Thrush", non starebbe affatto male su Odyssey And Oracle oppure tra i solchi di King Midas In Reverse. Da li in avanti, un fiume in piena di psichedelia "orchestrale" alla Left Banke ("Boy With The Shades") e jangle pop di livello ("The Story Of Your Life"). Poi ci sono gli idoli personali dichiarati: Brian Wilson, Bacharach e soprattutto Ray Davies, il cui marchio a fuoco si fa notare in particolare nella concitata e coinvolgente "Barber Street". Tutta roba buona, penserete. Infatti. Ma c'è un ultimo indizio che vi voglio dare. Se avete passato i tardi anni Ottanta consumando Chips From The Chocolate Fireball sappiate che si, questo è un disco che aspettavate da qualche tempo. A Partridge e Moulding piacerebbe parecchio.
SHE SAID (late 50's)
Why's don't I tell you what it is?
I wen' out last nigh' and I got messed up
When I woke up this mornin'
Shoulda seen what I had inna bed wi' me
She comes up at me outta the bed
Pull her hair down the eye
Looks to me like a dyin' can of that commodity meat
And says
And says
Woo ee ah ah!
Woo ee ah ah!
Woo ee ah ah!
Woo ee ah ah!
Wooooeeeeahhh!
So this time we got waay over here
(Where?! Where?!)
I don't know, since it was early dawn's light
She jumped up outta the car
She pulled her hair down her eye
She looked to me like a dinosaur 'bout to jump outta that seat
She said
She said
She said
Woo ee ah ah!
Woo ee ah ah!
Woo ee ah ah!
Woo ee ah ah!
Wooooeeeeyahhhh!
So this time we got waaay over here
And then we went waay down here
We got all the way over
'n that lady sound like this:
Oooooo! Oooooo!
She said
She said
Woo ee ah ah!
Woo ee ah ah!
Woo ee ah ah!
Yoo ee ah ah!
Wooooaaahhyahh!
So this time we went waaay over there
Now things was really gettin' goin'
Boilin' up with the blisters
She sound like this:
Ooooo! Ooooo!
She jumped up outta the car
Pulled her hair down her eye
And do you know what she tol' me?
Do you know what she try to tell me?
She said
Ooooo! It feel so goood!
Woo ee ah ah!
Woo ee ah ah!
Woo ee ah ah!
Woo ee ah ah!
Woo woo eeeeeyahhhh!
Yah yah yah!
Woo ee ah ah!
Woo ee ah ah!
Woo ee ah ah!
